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Rain boots + elegant dress

Oggi volevo essere romantica indossando questo abito tutto tulle, pois e trasparenze che arriva giusto al ginocchio giocando di vedo non vedo. Ma cosa sarebbe questo post senza un tocco di mix and match by Jaia ? Allora per non essere banali, miei cari gattini, ho abbinato i miei stivali invernali preferiti, gli Hunter appunto e un tocco di colore con il cappottino giallo che fa tanto foglia d’autunno . Oggi niente turbante si va di cappello, da uomo,  questo é vintage, preso al mercato del brocante di Rimini che fanno ogni tanto in Piazza Cavour… Oh Rimini ! Oh universitá oh gioventú …quanti ricordi ! Dress Intimissimi (2013) here guarda anche questo qui Coat Zara (old) tipo cosí  here Rain boots Hunter here Hat Vintage come questo here Annunci

Montmartre vineyard

Montmartre é il mio posto preferito a Parigi, quello dove andare per sentirsi felici. Le strade, la vigna aperta nel 1933, la gente sempre in festa, non sembra d’essere in cittá e c’é sempre qualcosa da scoprire! Per l’occasione ho indossato la mia nuova sciarpona Zara double face che adoro e la gonna college insieme ai miei inseparabili Hunter, ottimi per affrontare questa cittá piovosa 🙂 Montmartre is my favorite place in Paris, you feel happy every time you go there. The narrow streets, the vineyard that is there since 1933, people always having fun, it seems that you are not in a big city and you have always something new to discover! For this outfit I have my new scarf Zara 2013 that I love and the skirt that fits well with my Hunter boots, great for this rainy city 🙂 Bonnet Fornarina (old) guarda questo here Scarf Zara (2013) clicca here Coat Zara kids (old) bellino questo here Sweater Vintage Singlet Intimissimi (2013) Skirt Zara (2013) guarda qui here Tights Calzedonia Basic Boots Hunter  qui puoi trovarli …

Ad ognuno la sua gonna a pieghe

Ci sono frasi fatte che mi lasciano perplessa, del tipo “Siamo tutti bravi a vestirci da Zara, ad abbinare una gonna ad una maglietta” invece no, cosí é troppo facile. Non importa dove si compra un vestito, certo Zara (come altri marchi) puó dare delle suggestioni, dei suggerimenti, ma poi tocca a chi compra creare il proprio stile, che puo piacere o meno a chi guarda. Trovo queste critiche sterili  poiché poco costruttive e mosse da qualcosa che va ben oltre la composizione di un outfit. Se tutti fossimo bravi a vestirci in grandi catene low cost, molte figure professionali non esisterebbero e con loro anche intere fette di mercato ! Sono contraria anch’io al TUTTI UGUALI nel senso che non amo l’omologazione con la quale in molti creano il proprio armadio, perché lí ci vedo poco stile e  piú che altro un copia copia di cose tutte uguali, mi sembra uno stile “comodo” nel senso a zero rischi, un pó adolescenziale, quando a 14 anni ti vestivi da Onyx come tutte le tue amiche …

Stripes and checks

Questa volta non riuscivo a scegliere 10 foto. Mi piacevano tutte. La mia camicia country e la gonna a righe, fantasie in contrasto  si incontrano in un equilibrio che sento mio. Qualche tocco di Africa alla Stella Jean (uno dei miei marchi preferiti) e possiamo uscire. Il mio braccialetto acquistato da Woo Hoo Jewels e mi viene l’idea del mio primo giveaway per il blog, quindi aprite gli occhi, nei prossimi giorni potreste vincerne uno anche voi 🙂 Shirt Pimkie (2013) here Skirt Vintage (My mum) similar here Hat Vintage Chez Blanchette Shoes Zara (2013) Trench Etam (old)  similar here PH Samuel

Au revoir Paris

“Mamma, vado in Erasmus e torno! Non ti preoccupare … ” Quel punto preciso sulla Senna dove lui mi chiese di dire si, quel bar vintage dove ci incontravamo tutti a bere la birra per pochi euro stretti in un tavolino minuscolo, il WenZun dove trovi i migliori involtini primavera, quei posti dove ” ci pensi che qui visse…”, quelle giornate nei musei con chi se ne intende, quelle passeggiate senza meta, da sola, per cercare la “giusta via”, quella volta che piansi di colpo su quelle scale, perché realizzai che mio nonno e il mio cane non c’erano più e stetti male e mi sentii inutile e lontana. Quell’aereo mille volte e il bus che quando si avvicina alla città vedi già la tour . Quei vicini, quei colleghi , quel sentimento odio-amore per una città grande, bella e difficile, quel senso di non appartenenza, di non sentirsi mai a casa e l’altro che “questa è la mia città , la conosco tutta” , quel “je ne sais pas dire en français” e i …